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martedì 6 maggio 2014

Basta Privatizzazioni! Basta Precarietà! martedì 6 maggio alle ore 17.00 in Piazza Matteotti

Per i beni comuni, contro le privatizzazioni: movimenti sociali e associazioni senesi organizzano un’assemblea in Piazza in vista della mobilitazione nazionale del 17 maggio



SIENA – Martedì 6 maggio alle ore 18.00 in Piazza Matteotti a Siena si terrà un’assemblea pubblica indetta da numerosi movimenti,  associazioni e collettivi studenteschi. Al centro del dibattito il tema delle politiche di austerità, in Italia e in Europa, e di come possono incidere sulle nostre vite. L’incontro si inserisce nell’ambito di numerose iniziative in tutto il Paese in vista della mobilitazione nazionale del 17 maggio a Roma costruita sulla base di un appello lanciato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. Per l'occasione sono previsti pullman da Siena e dalla Toscana.



Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte. In questi anni abbiamo assistito attoniti al più grande smantellamento dello Stato Sociale mai avvenuto nella storia del nostro Paese. La crisi economica e sociale ha mostrato tutta la sua ferocia, attaccando e aggredendo violentemente i più deboli. Commissariata la nostra democrazia – grazie anche al pareggio di bilancio in costituzione -ricordiamo la lettera della BCE in cui si intimava il Governo Italiano a continuare il programma di privatizzazione tra cui, "nonostante" l'esito referendario, anche il sistema idrico nazionale che un movimento di cittadini aveva riconsegnato ad una gestione pubblica, e di vendita del patrimonio pubblico e di tagli al servizi pubblici essenziali, quali Sanità, Scuola ed Università.



Nei prossimi giorni volontari e attivisti saranno impegnati con banchetti e volantinaggi per le vie della Città, davanti agli uffici postali contro la privatizzazione e lo smantellamento di Poste Italiane, davanti ai Centri per l’impiego per denunciare la questione della precarietà lavorativa: sono ad oggi cinque milioni i poveri assoluti, nove quelli relativi, mentre la disoccupazione generale ha toccato ormai il 13% e quella giovanile la drammatica percentuale del 42%. Il “Jobs act”, del Governo Renzi di fatto istituzionalizzerà la precarietà ulteriormente accrescendo il potere di ricattabilità del lavoratore.



Prime adesioni senesi all'appello del Forum dei Movimenti per l'Acqua: Comitato senese acqua bene comune, UDS, Cobas, Link Siena, Unione Inquilini, Carc Siena-Valdelsa, Rifondazione Comunista, Attac Chianti-Valdelsa, Comitato Senese L'Altra Europa con Tsipras, USB Siena, DAS_Dimensione Autonoma Studentesca, Ecomuseo Borgo La Selva, Unicobas Siena. Per adesioni: acquapubblicasiena@gmail.com



Appuntamento dunque martedì 6 maggio alle ore 17.00 in Piazza Matteotti per una stagione di difesa dei beni comuni contro le privatizzazioni, a favore di un nuovo modello di welfare, per il lavoro, la casa e per dire basta alle politiche di austerità.

domenica 17 novembre 2013

A Siena a Palazzo Berlinghieri nasce l’intergruppo dei Consiglieri impegnati per l’Acqua Bene Comune



foto di Max Brodi
Siena, nasce l’intergruppo dei Consiglieri impegnati per l’Acqua Bene Comune

A due anni e mezzo dai referendum del giugno 2011 questa mattina è stato presentato a Palazzo Berlinghieri l’intrergruppo di Consiglieri per l’acqua nato su invito del Comitato Senese Acqua Bene Comune. Hanno aderito i gruppi “Sinistra per Siena, Rifondazione Comunista, Siena si muove”, “Movimento Siena 5 Stelle”, “Cittadini di Siena” e “Sinistra Ecologia e Libertà”. In tutto si tratta di 6 Consiglieri comunali: Laura Vigni, Michele Pinassi, Mauro Aurigi, Enrico Tucci, Pasquale D'Onofrio e Alessandro Cannamela.

L’intergruppo intende promuovere ogni iniziativa utile a contrastare la tariffa truffa elaborata dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas in completo contrasto con i risultati referendari e lavorare alla ripubblicizzazione completa del servizio idrico costituendo un apposito tavolo tecnico insieme agli altri comuni delle province di Siena e Grosseto e al Forum dei Movimenti per l’Acqua. Tra gli scopi dell’intergruppo anche quello di impegnare il Sindaco Bruno Valentini a riconsiderare i piani di investimento che prevedono la costruzione di grandi opere come la mega-diga sul fiume Merse e a sostenere in alternativa la necessità del rifacimento delle reti degli acquedotti a partire da quelle più vecchie, che perdono più del 40% dell’acqua prelevata dalle sorgenti.

Nel giugno scorso in Piazza Montecitorio si è costituito su invito del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua l'intergruppo parlamentare per l'Acqua Bene Comune. Hanno aderito tutti i parlamentari di Movimento 5 Stelle e Sel oltre ad una ventina di appartenenti al Pd e ad un deputato di Scelta Civica. La finalità è quella di avviare un percorso legislativo per la ripubblicizzazione del servizio idrico a partire dall'aggiornamento e la riproposizione della Legge di Iniziativa Popolare presentata in Parlamento nel 2007 dal Forum dell’acqua. 

Qui sotto il documento sottoscritto dall'Intergruppo 








Fiorenza Bettini
Comitato Senese Acqua Bene Comune
Ufficio Stampa

domenica 3 novembre 2013

"Catastroika – Le privatizzazioni che hanno ucciso la società", di e con Marco Bersani


"Catastroika – Le privatizzazioni che hanno ucciso la società", Marco Bersani presenta il suo nuovo libro a Siena
SIENA - Martedì 5 novembre alle ore 17.30 presso l'oratorio S.Stefano, La Lizza n.2, si terrà la presentazione di “Catastroika, Le privatizzazioni che hanno ucciso la società”, l'ultimo libro di Marco Bersani, socio fondatore di Attac Italia, tra gli animatori del Forum Italiano dei Movimenti per l´Acqua, da sempre attivo nei movimenti di lotta per la difesa dei beni comuni, oggi impegnato nel percorso per una “nuova finanza pubblica e sociale” che vede tra i suoi punti principali una campagna per la ripubblicizzazione della Cassa Depositi e Prestiti.
Marco Bersani fa il bilancio di ciò che le politiche liberiste e le privatizzazioni hanno prodotto negli ultimi quarant’anni, dall’America Latina alla Gran Bretagna, dalla Russia del post socialismo reale all’Europa occidentale, con un documento esclusivo: il rapporto con cui la Deutsche Bank ha dato il via libera ad un poderoso processo di privatizzazioni nell’Unione Europea che, per l’Italia, prevede per il prossimo futuro la svendita di 400 miliardi di euro di patrimonio pubblico. Un libro che arriva nel pieno della crisi e propone percorsi di possibile alternativa, proprio quando l’Italia vive il momento più acuto della crisi verticale della democrazia rappresentativa.
L'iniziativa è promossa dal Comitato senese acqua bene comune e vuole essere un’occasione per confrontarsi sulla situazione senese e Toscana e sui possibili percorsi alternativi alle privatizzazioni, a partire proprio dalla creazione di Aziende speciali per la gestione di acqua e servizi pubblici locali.
Comitato Senese Acqua Bene Comune

lunedì 7 ottobre 2013

Comunicato stampa congiunto dei Comitati per l'Acqua Bene Comune di Siena e Grosseto in merito all'emissione di minacce di distacco delle utenze idriche per gli utenti che hanno praticato l'obbedienza civile ed hanno depennato la quota di remunerazione capitale dalle loro bollette

Oltre due anni sono trascorsi da quei referendum che in Italia hanno abolito la quota di remunerazione del capitale dalle bollette dell'acqua e indicato una ferma volontà popolare per il ritorno del servizio idrico in mano pubblica e da due anni ascoltiamo politici e gestori del servizio idrico rimpallarsi la responsabilità di non riuscire a dare esecuzione a quella volontà popolare (espressa, ricordiamo, da 27 milioni di elettori).
Sentenze di ogni grado di magistratura, dalla Corte costituzionale ai giudici di pace, sono intervenute per spronarli a farlo ma tutto, per ora, invano.
Abbiamo subito numerosi tentativi di vanificare il voto popolare, da quello immediatamente messo in campo dal governo Berlusconi, ma subito respinto dalla Corte costituzionale, alle nuove tariffe AEEG del giugno scorso, (che il Forum Nazionale per l'Acqua Bene Comune, ritiene illegali e che ha impugnato davanti al TAR Lombardia)) reintroducono la remunerazione capitale sotto falso nome e lo fanno (beffa nella beffa) in maniera retroattiva, andando a sanare le tariffe illecitamente praticate dai gestori a partire dal gennaio del 2012.
Sottolineiamo la perfida astuzia di lasciare scoperta una piccola porzione temporale che va dal luglio al dicembre 2011, su cui permane l'obbligo ai gestori di rimborsare le quote capitale agli utenti: un “contentino” per i referendari, un “tozzo di pane” gettato a quei 27 milioni di cittadini votanti ingannati e defraudati.

Adesso, mentre ancora si traccheggia sul come e quando restituire quel misero “tozzo di pane”, l'Acquedotto del Fiora ha cominciato a mandare lettere minatorie a quei cittadini (1.600 nelle sole provincie di Siena e Grosseto) che, ottemperando alla volontà popolare dei referendum, hanno, negli scorsi anni, prima richiesto ufficialmente e poi intrapreso autonomamente, l'adeguamento delle bollette ai dettami referendari, scremandole della quota capitale da questi abolita.
Lo fa minacciando addirittura il distacco dell'utenza, (con 76 euro di costi di riallaccio) a chi non restituisse entro il 9 ottobre le quote autoridotte; una pratica dichiarata illegale da molta giurisprudenza, nel caso di utenze domestiche, anche in caso di vera e propria morosità: “la sospensione della fornitura di un bene primario come l'acqua appare sproporzionato a fronte di un inadempimento pecuniario” ( Decreto del Tribunale di Bari – 09/09/2004; Sentenza del Tribunale di Latina 31/10/2006; Ordinanza Tribunale di Enna, Provvedimento del Tribunale di Tempio Pausania, sezione staccata di Olbia, del 06-07-2012)

il Movimento dell'acqua a Siena, Grosseto, in Toscana segnala di avere già in piedi numerosi ricorsi presso i giudici di pace e che sta attivando, in collaborazione con ACU (Associazione Consumatori Utenti), un presidio legale per respingere le minacce del gestore.

Invita tutti i cittadini che abbiano già ricevuto le raccomandate minatorie del AdF a non pagarle ed a prendere contatto con i rappresentanti del movimento di Siena e Grosseto all'indirizzo a piè di pagina
Facciamo infine appello ai nostri sindaci presenti nell'AIT (direttivo politico regionale della gestione del servizio idrico) perché pongano fine a questa proditoria aggressione nei confronti di cittadini rispettosi della legge.

Per il Comitato A.B.C. Grosseto e Amiata Val d'Orcia :
Giuliana Gentili e Andrea Marciani
Per il Comitato A.B.C. Siena :
Andrea Borgna 0577-355554, 347-5410615
Per ACU Grosseto:
 Miriam Croxatto


domenica 22 settembre 2013

A Siena il 24 settembre dal Giudice di Pace

ACQUA BENE COMUNE – «Come Mosé separeremo le acque dal profitto»
A Siena un ricorso decisivo per l’applicazione del referendum del giugno 2011
A Siena il 24 settembre il Giudice di Pace dovrà decidere sul ricorso che 5 cittadini, sostenuti dal Comitato senese acqua bene comune, hanno presentato all’Acquedotto del Fiora Spa per chiedere la restituzione della remunerazione del capitale, il profitto che è stato eliminato con i referendum del 12 e 13 giugno 2011.
 Il Tar Toscana nel marzo 2013 (sentenza n. 436/2013) ha dato ragione al Forum toscano dei Movimenti per l’acqua dichiarando illegittime le tariffe successive al referendum. 
Anche a Chiavari, in Liguria, poche settimane fa il Giudice di Pace ha disposto la restituzione del 22% della bolletta di un membro del comitato pari alla quota di profitto che i cittadini pagano sulle bollette dell’acqua. La sentenza, oltre a ribadire il valore legislativo dell’istituto referendario riconosce anche che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, che ha prodotto la nuova “tariffa-truffa” reintroducendo il profitto sotto nuovo nome “oneri finanziari”, ha un limitato potere amministrativo, comunque subordinato all’esito referendario.
Per l’occasione siete tutti invitati ad esser presenti alle ore 9.30 davanti alla sede del Giudice di Pace di Siena, Strada Massetana Romana 56, a sostegno dei 5 cittadini ricorrenti e della dignità del voto. Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

Comitato senese acqua bene comune

giovedì 23 maggio 2013

Risposta del Comitato Senese Acqua Bene Comune a Valentini

COMUNICATO STAMPA


Bruno Valentini su acqua e servizi pubblici parla a sproposito. Ripubblicizzare si può, è il momento dei fatti

SIENA –  Ogni volta la stessa storia: quando non si ha intenzione di rispettare i referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua si tacciano i comitati di superficialità e demagogia. Lo fa anche Valentini, candidato sostenuto da Pd e Sel, due forze politiche che si schierarono per il sì ai referendum di giugno 2011.

Nella sua intervista il candidato sindaco parla di modulazione della tariffa, natura degli investimenti e controllo della tariffa con una serie di inesattezze e forzature su cui lo invitiamo a un confronto pubblico prima o dopo le elezioni. Parla di tutto, spesso a sproposito, senza mai nominare la ripubblicizzazione: l'unico obiettivo dei referendum che dice di aver sostenuto.

Basta dire che non si può fare, se non vuole fare la figura di chi è bravo solo a chiacchiere Valentini indichi cosa intende fare per ripubblicizzare il servizio idrico.

Andrebbe ricordato al candidato sindaco che sono ormai decine le esperienze in Italia che vanno verso la ripubblicizzazione. Il primo è stato Napoli, poi moltissime comuni e in Emilia, in Veneto,  Pistoia stanno cacciando i gestori privati e riprendendo il controllo del servizio idrico. Basta chiacchiere, è il momento dei fatti.
 
Comitato Senese Acqua Bene Comune

martedì 21 maggio 2013

Mettiamoci la faccia! Siena per l’acqua bene comune

Parte la campagna “Mettiamoci la faccia! Siena per l’acqua bene comune”

Il Comitato chiede impegni concreti ai candidati



SIENA –  Il Movimento senese per l’acqua bene comune da Piazza del Campo lancia la campagna “Siena per l’acqua bene comune. Mettiamoci la faccia!” Perché acqua e servizi pubblici, insieme al rispetto dei referendum del 12 e 13 giugno 2011, tornino al centro del dibattito per le elezioni amministrative a Siena.

Partecipa anche tu! Scrivi da qualche parte "Siena per l'acqua Bene Comune", scatta una foto e mandala al comitato.senese@acquabenecomune.org



Il  Comitato ha inviato a tutti i candidati sindaco un documento intitolato “Un nuovo modello di gestione per acqua e servizi pubblici locali” chiedendo degli impegni concreti.

1. Percorso democratico: la Consulta comunale dell'acqua; 2. Ripubblicizzazione: la gestione del servizio idrico, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana, va effettuata tramite enti di diritto pubblico ed è da considerarsi un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica; 3. No al neocentralismo regionale che allontana le scelte politiche dai cittadini; 4. Una nuova finanza pubblica e sociale: chiediamo ai sindaci di impegnarsi per ripristinare la funzione esclusivamente pubblica della Cassa depositi e prestiti (società che gestisce circa 230 miliardi di risparmi postali dei cittadini italiani), e affinché il Governo e il Parlamento pongano in essere un provvedimento volto all’esclusione dal patto di stabilità di tutti gli investimenti finalizzati alla realizzazione dei servizi essenziali alla comunità e riconducibili alle categorie dei beni comuni e del welfare locale.



Hanno firmato il documento i candidati:  Laura Vigni,  Michele Pinassi
INVECE
 Eugenio Neri ha firmato e poi ritrattato mostrando tutto il suo opportunismo!!!


Oltre il 54% dell’elettorato, 26 milioni di uomini e di donne, ha votato nei referendum per l’uscita dell’acqua dalle logiche del profitto e per una gestione pubblica e partecipativa. Qualunque sarà l'esito delle elezioni la prossima giunta comunale dovrà confrontarsi con il tema della ripubblicizzazione dei servizi pubblici locali, acqua in primis. Ci auguriamo che i cittadini senesi sappiano scegliere e premiare quei candidati che si sono impegnati in questa direzione. Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.




giovedì 25 aprile 2013

AI CANDIDATI A SINDACO DEL COMUNE DI SIENA

   Documento del Comitato Senese Acqua Bene Comune

 

Egregi Candidati,
vi inviamo questo documento che esprime le nostre idee e proposte affinché possiate prenderne visione; il nostro augurio è che lo possiate condividere e possiate assumere gli impegni richiesti. Siamo a disposizione per confronti e chiarimenti; vi chiediamo inoltre di darci una risposta entro il 02 maggio 2013.

UN NUOVO MODELLO DI GESTIONE PER ACQUA E SERVIZI PUBBLICI LOCALI.

È quello che hanno chiesto oltre 27 milioni di cittadine/i quando hanno votato SI, con percentuali del 95-96 %, ai referendum sull'acqua nel giugno del 2011. Anche a Siena cittadine/i si sono espressi in modo univoco contro la privatizzazione dei servizi idrici e contro l'idea che sull'acqua si possano realizzare lauti profitti. Purtroppo dopo il referendum le maggioranze di centro-sinistra che governano il senese non hanno voluto aprire nessun dialogo per applicare il referendum.
Durante il 2012 alcuni consigli comunali, come Colle di Val d'Elsa e Abbadia S. Salvadore, hanno approvato modifiche allo Statuto comunale inserendo il principio che l'acqua è un bene comune di non rilevanza economica.
Negli ultimi giorni durante la discussione sulla nuova tariffa truffa, diversi sindaci hanno accolto i nostri argomenti dimostrando disponibilità a lavorare insieme.
Riteniamo si debba considerare conclusa l'esperienza di gestione dei servizi pubblici locali (acqua, mobilità, rifiuti) tramite Spa miste pubblico-private perché non sono stati raggiunti gli obiettivi di qualità del servizio che erano stati previsti, in nessun settore, e perché beni essenziali come l’acqua devono restare estranei alla logica del profitto e del mercato (Corte Costituzionale n.26/2011)
Per l'acqua l'unico dato positivo è la continuità del servizio; la qualità dell'acqua invece non è migliorata; la rete continua a perdere quasi il 50 % di quanto viene immesso; siamo al secondo posto (dopo Firenze e Arezzo) quanto al costo per metro cubo. Una ricerca di Federconsumatori dice che a Siena si spendono circa € 490,00 per un consumo annuo di 200 metri cubi.
Per i rifiuti siamo ben lontani dalle percentuali di raccolta differenziata stabiliti per legge; dovremmo essere al 65% di raccolta differenziata mentre siamo intorno al 45% ; infatti paghiamo le multe previste dalla normativa europea.
Per i trasporti la mobilità pubblica è lontana dal garantire ai cittadini la possibilità di andare a lavorare e studiare in tempi ragionevoli, a costi accettabili.
Le Spa pubblico-private sono diventate invece fondamentali per la casta dei politici di professione: presidenze, consigli d'amministrazione, collegi sindacali, possibilità di assunzioni senza concorsipubblici; una vera e propria manna, un sistema di potere pagato dai cittadini con bollette sempre più care.
Per cittadine/i senesi l'aver affidato all'A.d. Fiora la gestione dell'acqua ha comportato che, nel giro di pochi anni il costo dell'acqua al metro cubo è aumentato in modo esponenziale: da circa 600 lire (pari ad euro 0,30) per metro cubo all' inizio del 2000 siamo passati a circa euro 2.00, sempre per metro cubo, del 2012. Quanto agli investimenti si può facilmente costatare che è stata realizzatasoltanto una parte dei programmi faraonici approvati nei piani di ambito dell'Ato 6.
Dunque il modello senese e toscano della gestione dell'acqua con Spa miste pubblico-private ha dato scarsi frutti per i cittadini mentre a goderne sono stati i soci privati!
Cambiare si può, cambiare si deve, come ci insegnano le esperienze di Napoli e Parigi.
Le nostre proposte si basano proprio sulle realtà di queste due città che stanno producendo ottimi risultati grazie ad una nuova gestione pubblica e partecipativa.
Chiediamo ai candidati sindaci della città di Siena di impegnarsi rispetto a:
PERCORSO DEMOCRATICO: chiediamo che sia costituita, sin dal primo consiglio comunale, una Consulta dell'Acqua aperta a cittadine/i, associazioni; la Consulta, presieduta dal sindaco o da suo delegato, svolga funzioni di supporto e di consulenza rispetto al consiglio comunale su tutte le problematiche relative all'acqua e su queste abbia la possibilità di esprimere pareri e proposte che
l'amministrazione si impegni ad attuare.
PROSPETTIVE PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE: chiediamo che il sindaco si impegni a lavorare, insieme al Comitato Senese Acqua Bene Comune, ai partiti e ad altre associazioni che condividono l'obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Tale servizio, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana, è da considerarsi un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica la cui gestione va effettuata tramite enti di diritto pubblico sulla base degli articoli 31 e 114 del d.lgs..n. 267 / 2000.
OPPOSIZIONE AL NEOCENTRALISMO REGIONALE: in questi ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente centralizzazione dei servizi da parte della Regione Toscana. Il governatore E. Rossi, in nome di risparmio e riduzione dei costi, ha accentrato a Firenze gli organi di gestione di molti servizi, riducendo le possibilità di intervento di territori e sindaci. Riteniamo questa deriva centralistica molto negativa e da combattere; siamo profondamente convinti che la qualità dei servizi sia legata più alla partecipazione democratica dei cittadini e delle loro espressioni territoriali piuttosto che alle scelte autoritarie di politici e dirigenti lontani ed assenti.
NUOVA FINANZA PUBBLICA E SOCIALE: in questi anni gli enti locali hanno visto peggiorare nettamente le condizioni di accesso al credito; per quanto riguarda le società che gestiscono i servizi pubblici locali, sappiamo che da parte dei soci privati, a parte l'obolo pagato per entrare nelle Spa, non è stato più tirato fuori neanche un centesimo; da parte loro i governi centrali hanno
trasformato la Cassa depositi e prestiti in una banca qualsiasi, che presta soldi a tassi di mercato.
Chiediamo al candidato sindaco di impegnarsi nel creare un ampio schieramento di amministratori locali, cittadinanza attiva, associazioni e partiti che abbiano come obiettivo quello di costruire una nuova finanza pubblica e sociale che consenta di finanziare, a tassi agevolati, i servizi pubblici locali, partendo proprio dagli investimenti per rifare gli acquedotti. Chiediamo anche di impegnarsi per ripristinare la funzione esclusivamente pubblica della Cassa Depositi e Prestiti, società che gestisce circa 230 miliardi di risparmi postali dei cittadini italiani, con una liquidità di oltre 130 miliardi di euro a fine 2012, così che torni ad essere strumento decisivo per gli enti locali e di rivolgere un formale invito al Presidente del Consiglio dei Ministri, affinché il Governo e il
Parlamento pongano in essere un provvedimento volto all’esclusione dal patto di stabilità di tutti gli investimenti finalizzati alla realizzazione dei servizi essenziali alla comunità e riconducibili alle categorie dei beni comuni e del welfare locale.

Comitato Senese Acqua Bene Comune
Andrea Borgna, portavoce: andrea.borgna50@gmail.com

mercoledì 3 aprile 2013

Immagine in linea 1

COMUNICATO STAMPA

Tar Toscano dà ragione ai movimenti: le bollette post referendum sono illegittime
Sentenza storica destinata ad affondare profitti privati in bolletta nella Giornata Mondiale dell'Acqua

Il Tar della Toscana accoglie il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua: le tariffe presentate dai gestori dopo il referendum sono illegittime in quanto comprendono ancora la “remunerazione del capitale investito” abolita dal referendum del 12 e 13 giugno 2011.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha sempre sostenuto l'illegittimità delle bollette post referendarie, al punto di dare vita alla Campagna di Obbedienza Civile, con la quale i cittadini si sono autoridotti le bollette “obbedendo” agli esiti referendari. Ora il Tar della Toscana conferma pienamente quella impostazione, scrivendo nella sentenza che “il criterio della remunerazione del capitale (...) essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente TRAVOLTO dalla volontà popolare abrogatrice...”.

Una sentenza quindi destinata a travolgere chi sull'acqua intende continuare a fare profitti, ignorando e tentando di aggirare la volontà popolare, anche attraverso atti amministrativi come la truffa di capodanno dell'AEEG che tenta di reinserire nel nuovo metodo tariffario la remunerazione celata sotto altro nome.

La Giornata Mondiale dell'Acqua non poteva essere festeggiata in modo migliore dai movimenti dell'acqua di tutta Italia che in questo fine settimana stanno dando vita a moltissime iniziative in sostegno all'Iniziativa dei Cittadini Europei per l'acqua pubblica.

Una sentenza che conferisce un'ulteriore slancio a quel processo di ripubblicizzazione dell'acqua che è in marcia in molte città italiane: il Tar toscano oggi ribadisce “fuori i profitti dall'acqua”, il Forum rilancia “fuori l'acqua dal mercato, verso la completa ripubblicizzazione”

Il rispetto del voto referendario è più vicino. Buona Giornata Mondiale dell'Acqua a tutti!

Firenze, 22 marzo 2013

venerdì 25 gennaio 2013

A Siena sabato 26 gennaio 2013 in Piazza Matteotti a Siena il banchetto informativo del Comitato Senese Acqua Bene Comune


A Siena sabato 26 gennaio 2013

Cancellato il risultato referendario sull’acqua durante le festività natalizie.
Il Forum dei Movimenti per l’Acqua si mobilita contro la tariffa truffa.

Sabato in Piazza Matteotti a Siena il banchetto informativo del Comitato Senese Acqua Bene Comune
SIENA – Il 28 Dicembre 2012 l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato sancendo, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011, con cui 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell'acqua che fosse pubblica e fuori dalle logiche di mercato.

lunedì 10 dicembre 2012

“Arsenico e scellerati progetti”: un’ assemblea a Palazzo Patrizi per presentare il nuovo libro di Roberto Barocci


SIENA – Il Comitato Senese Acqua Bene Comune è lieto di invitare la cittadinanza tutta all’assemblea pubblica che si terrà a Palazzo Patrizi, Via di Città 81, mercoledì 12 dicembre alle ore 17.15, per presentare il nuovo libro di Roberto Barocci: “Arsenico e scellerati progetti”, una cronaca di abusi e omissioni degli amministratori toscani a danno delle fonti d’acqua potabile di Grosseto e Siena. Un’occasione anche per parlare dei nuovi progetti per la Toscana, dalla diga sul Merse ai dissalatori sulla costa per fornire acqua alle centrali geotermiche sull’Amiata in vista della manifestazione del 15 dicembre a Piancastagnaio indetta dal Coordinamento SOS Geotermia per contrastare la ripresa dei lavori del Piano di riassetto Piancastagnaio e contro la V.I.A alla nuova centrale Enel di Bagnore 4.

venerdì 19 ottobre 2012

venerdì 9 marzo 2012

COMUNICATO STAMPA

Il mio voto va rispettato! Anche a Siena parte la Campagna di Obbedienza Civile lanciata dal Forum dell’Acqua

SIENA, 7 marzo 2012  – Parte anche a Siena e provincia la campagna di “obbedienza civile” promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua per applicare alla lettera e ‘dal basso’ il referendum sull’acqua vinto nel giugno 2011 con il voto di 26 milioni di cittadini.

Con la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica n.116 avvenuta in data 20 luglio 2011 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e la cancellazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle bollette dell’acqua anche la componente della “remunerazione del capitale investito” (cioè il profitto per il gestore).

domenica 3 luglio 2011

Festeggiamo la vittoria!ma la strada è ancora lunga...

Cari amici,

la prima cosa che vogliamo dirvi è GRAZIE! Grazie di avere sostenuto fattivamente il referendum per l’acqua pubblica, con il vostro voto e con il passaparola, anche sul web.

Abbiamo vissuto una campagna storica. Il risultato è stato un segnale forte e partecipato di democrazia e di cambiamento.

Adesso possiamo dire “Sì, abbiamo abrogato il Decreto Ronchi”. I comuni non dovranno più privatizzare il servizio idrico OBBLIGATORIAMENTE entro dicembre 2011. “Sì, non c’è più l’obbligo di legge di remunerare al 7% le SpA che gestiscono i servizi idrici.”

domenica 19 giugno 2011

L’acqua è un bene comune, passaparola!


di Enrico Bertelli, Martina Concetti, Maddalena Fossi e Antonio Iannello
18 giugno 2011
Fin dall’inizio era chiaro che l’acqua e la sua gestione politica ed economica fossero un tema da condividere e da discutere pubblicamente: un bene comune riguarda tutti da vicino e accende il dibattito. Più nelle strade che alla tv. Infatti la campagna innescata dai movimenti per l’acqua, iniziata con la raccolta firme del 2010 certificate dalla Cassazione nel luglio dello stesso anno, ha avuto un’impostazione largamente partecipativa. È un tema per il quale si è sentita la necessità di riappropriarsi del diritto di parola, in quanto comitati, associazioni, comuni cittadini. In quanto utenti di un servizio che non si migliora privatizzandolo, in quanto beneficiari di un bene di cui forse è il caso di iniziare a prendersi cura. È proprio su un lavoro costante e partecipativo che è stato impostato il rapporto tra ilForum Italiano per i movimenti per l’acqua ed i numerosissimi Comitati Territoriali.
Lo Statuto del Coordinamento Nazionale Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la gestione pubblica del servizio idrico recita così:
Articolo 3. L’Associazione è uno strumento di coordinamento e di servizio fra Enti locali ed Ambito Territoriale Ottimale (ATO) che perseguono l’obiettivo di salvaguardare e promuovere la proprietà, la gestione ed il controllo pubblici dell’acqua, intesa come bene comune e che considerano l’accesso all’acqua nella quantità e qualità sufficienti alla vita come un diritto umano, in un contesto di salvaguardia delle risorse idriche e di sostenibilità ambientali e altresì di cooperazione e di solidarietà internazionale
È nel legame tra nazionale e locale che è risieduta la forza del movimento per l’acqua bene comune, proprio in questo intreccio è stato possibile lavorare per informare e allargare la partecipazione.
Era dal 1995 che in Italia non si raggiungeva il quorum per un referendum abrogativo. Dietro l’affluenza alle urne c’è stata una partecipazione che ha una storia. Il Forum dei movimenti per l’acqua nasce circa 10 anni fa e da allora lavora sul territorio con analisi e proposte sulla gestione dell’acqua in Italia. La campagna referendaria è stata condotta nel quasi assoluto silenzio dei mezzi di informazione. Anche per questo i comitati hanno dovuto contare sulle proprie forze e sull’auto organizzazione e l’autofinanziamento, per stimolare una partecipazione e un’informazione qualificate. A Siena il comitato territoriale ha lavorato su queste premesse, tentando di coinvolgere le realtà culturali e politiche della città, riuscendo a lavorare capillarmente sul territorio. La partecipazione dei gruppi e delle soggettività studentesche alla campagna referendaria ha creato dibattito dentro l’università e rafforzato l’attività del comitato senese. Abbiamo organizzato un incontro con incontro con Tommaso Fattori, portavoce del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, all’interno del seminario organizzato da “il lavoro culturale”. La scommessa più grande è stata tuttavia l’ambiziosa iniziativa di far votare studenti e lavoratori fuorisede: sono stati infatti moltissimi gli studenti che hanno potuto votare a Siena pur non essendo residenti. Il Comitato “due sì per l’acqua bene comune” ha potuto delegare come rappresentanti quattro persone per ogni seggio, a Siena e provincia. Anche gli altri promotori dei referendum avevano questa possibilità, e così in totale circa 2000 persone hanno potuto esprimere il loro voto senza dover tornare a casa, visti anche i precedenti appuntamenti elettorali delle amministrative e dei ballottaggi. Il Comitato per l’acqua, insieme alle altre forze promotrici e alla disponibilità di moltissimi studenti, ha creato un coordinamento di mezzi pubblici, auto e informazioni telefoniche e via internet per permettere a tutti di raggiungere il proprio seggio. Così, domenica e lunedì centinaia di studenti e lavoratori fuorisede sono partiti per le loro destinazioni su tutta la provincia, dalla piccola frazione di Barontoli, fino a Colle val d’Elsa o Poggibonsi.
Come a Siena, in moltissime città gli studenti ed i lavoratori fuorisede hanno partecipato ai lavori dei comitati ed hanno contribuito al raggiungimento del quorum. Il risultato positivo al referendum però, non è che il primo passo: sono molte le implicazioni politiche della vittoria dei due sì per i quesiti riguardanti l’acqua. Oltre l’importante passo del raggiungimento del quorum infatti, l’obiettivo più concreto ed ambizioso è quello di creare un meccanismo di informazione e autoformazione reale su questi temi, perché sia comune non solo il bene dell’acqua, ma anche una conoscenza tecnica essenziale con cui questo bene stesso viene e verrà amministrato; poiché si può partecipare e seguire con maggiore consapevolezza le scelte che vengono fatte sulla gestione dell’acqua anche senza essere degli specialisti.
Cosa cambierà veramente dopo il risultato del 12 e 13 giugno? Facendo un passo indietro, nel 1994 la legge Galli ridisegnava il servizio idrico nazionale e stabiliva le regole attraverso cui si sarebbe governata l’acqua italiana negli anni a venire. Da allora si sentono alcune parole che rimandano ad aspetti tecnici e di gestione amministrativa ed economica: ATO, Multiutility, PPP, Publiacqua, remunerazione del capitale investito, Servizio Idrico Integrato. L’obiettivo della legge era quello di ordinare razionalmente il territorio in base alle sue fonti e ai suoi bacini idrografici, unificando i servizi di raccolta, trasporto e depurazione delle acque. Il soggetto principe di questo processo di centralizzazione è un ente chiamato ATO (Ambito Territoriale Ottimale). È proprio dell’ATO il compito di far funzionare il servizio idrico in un’area specifica del Paese. Sebbene la volontà del legislatore fosse quella di istituire un Ato per ogni provincia, la dislocazione delle fonti e delle sorgenti d’acqua ha fatto sì che oggi gli Ato non coincidano con le province amministrative. Sulla provincia di Siena ad esempio insistono tre Ato: l’Ato 2 Val d’Elsa; l’Ato 4 Alto Valdarno e l’Ato 6 Ombrone. Per fare un esempio concreto, l’Acquedotto del Fiora (che fa riferimento all’Ato 6), ha una proprietà mista: al 60% pubblica, al 40% privata. Con l’abrogazione referendaria, si cancella l’imposizione per legge della privatizzazione. La quota del privato nell’Acquedotto del Fiora non dovrà dunque aumentare obbligatoriamente fino al 75%, come voleva la legge abrogata. Con la vittoria referendaria si impedisce inoltre il meccanismo grazie al quale i privati avrebbero un guadagno sicuro come “adeguata remunerazione del capitale investito”, il che garantirebbe ancora una volta profitti alti e garantiti per pochi a scapito della qualità della gestione delle risorse idriche, del rispetto per l’ambiente, provocando un aumento delle tariffe e l’impossibilità del controllo da parte dei cittadini.
La vittoria del referendum, grazie al raggiungimento del quorum, rappresenta una svolta storica: ha vinto la società in movimento, dimostrando che il lavoro di base e la radicalità dei contenuti possono vincere. Ha vinto un’altra idea di società, di democrazia. Il movimento, che da anni lavora sul tema dell’acqua e dei beni comuni incontrandosi e coordinandosi nel silenzio dei media, ha raggiunto l’obiettivo: imporre all’agenda politica e culturale del paese l’attualità di questioni spesso delegate alla politica e assenti dal dibattito pubblico.
I tempi della società sono diversi dai tempi del potere, ed il movimento deve indovinare e coordinare una propria agenda che sappia confrontarsi con l’agenda del potere, ignorandola e superandola al tempo stesso. Questa è stata un’altra vittoria di questo movimento per i beni comuni naturali: suscitare interesse nel paese ed obbligare la politica a parlarne, prendere posizione, mostrare le proprie contraddizioni. Molti dicono che è stato un voto contro Berlusconi, e senz’altro l’insofferenza verso l’attuale governo ed il desiderio di voltare pagina sono elementi chiave per interpretare correttamente questa vittoria. Allo stesso tempo però questo risultato è molto di più: non si tratta solamente della sconfitta del governo e di Berlusconi ma anche dei partiti della sinistra parlamentare, che non si sono spesi per raccogliere le firme e hanno appoggiato il referendum solo nell’ultima fase, quando la vittoria iniziava a sembrare possibile e l’entusiasmo nella società cresceva. Più in generale, a perdere è il liberismo e la concezione secondo la quale il mercato può sovrastare e rimpiazzare il pubblico. Nessun partito può rivendicare alcuna paternità sulla mobilitazione e sulla sorprendente vittoria referendaria: anche il PD, che solo nelle ultime settimane, in modo schizofrenico e confuso, si è confrontato con i quesiti referendari, ha subìto l’ondata del movimento e ha dovuto sconfessare le politiche sull’acqua che da sempre porta avanti laddove governa, Toscana in primis.
Come giustamente sottolineato da alcuni, quello che è successo il 12 e 13 giugno è sia inaudito nelle modalità che rivoluzionario nei contenuti. Non va interpretato come un “segnale” lanciato alla Politica, ma come la conquista da parte della società di una democrazia non delegante, la maturità di (pro)porre contenuti e l’affermazione di un nuovo protagonismo sociale. Il palazzo non deve ascoltare ed imparare dal movimento per l’acqua: deve fare cento passi indietro. È iniziata una nuova narrazione, ora sta al movimento farne la base per una nuova agenda di lavoro e mettere a frutto il patrimonio di questa straordinaria vittoria.

fonte: http://www.lavoroculturale.org/spip.php?article90

sabato 14 maggio 2011

Al popolo dell'acqua!

A tutto il popolo dell'acqua rivolgiamo queste poche righe.
Tutti noi, uomini e donne che si battono per la ripubblicizzazione dell'acqua, stiamo affrontando un periodo molto impegnativo, denso e faticoso.
Ci rendiamo conto che manca un mese al voto dei referendum e che è più di un anno (e la nostra battaglia è anche più vecchia) che stiamo lavorando perchè questo avvenga.
E' evidente che la fatica si fa sentire oltre che, come ci siamo detti più volte, i nostri avversari ci stanno combattendo come possono e che l'informazione tende ad oscurare la nostra esistenza. Questo perchè non riescono a leggerci, ad incasellarci nelle classiche dinamiche, non capiscono come un movimento nato nei territori possa essere arrivato ad essere così forte e porre delle questioni in modo così radicale e determinato.
Ma è anche vero che la comunicazione prosegue, che in tutti i territori, grandi o piccoli, qualcuno agita la bandiera dell'acqua, stampa un volantino, attiva il passa parola. Questa è la nostra forza e grazie a questo possiamo vincere.

Per questo chiediamo a tutti/e di prepararsi ad affrontare questo ultimo mese con ancora più passione e determinazione.
I nostri sforzi si dovranno raddoppiare.

In particolar modo rivolgiamo quest'appello anche a tutte le realtà aderenti al Comitato Promotore affinchè si valorizzino al massimo le occasioni e gli strumenti per parlare dei referendum per l'acqua, dell'importanza che hanno non solo per la tutela di un bene comune ma per il valore simbolico e la direzione che si può e si deve dare oggi nel nostro paese. Che i referendum diventino una delle priorità per tutti, che le bandiere dell'acqua e gli altri materiali d'informazione siano presenti nelle sedi di tutte le realtà.
Si richiede uno sforzo comune.

Perchè si scrive acqua ma si legge democrazia. E, oggi, anche futuro.

La Segreteria del Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax.06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00;
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org - www.referendumacqua.it

venerdì 13 maggio 2011

L’acqua non è una merce da affidare ad una Borsa mondiale!

COMUNICATO STAMPA

Il Contratto Mondiale sull’Acqua replica alle dichiarazioni del presidente di
Nestlè

L’acqua non è una merce da affidare ad
una Borsa mondiale!

Milano, 12 maggio 2011 - “L’acqua non è una merce e pertanto è assurdo creare una Borsa
mondiale dell’acqua!”. Così il Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua replica
alla proposta lanciata martedì 10 maggio a Ginevra dal presidente della multinazionale Nestlè,
Peter Brabeck, di costituire una “Borsa mondiale dell’acqua”, allo stesso livello delle Borse
esistenti che regolamentano le merci.

“La proposta di consolidare un approccio già dominate che punta a classificare l’acqua come una
merce a valenza economica, costituisce una provocazione che lascia chiaramente trasparire gli
interessi dei principali gruppi economici e finanziari mondiali e come intendono gestire e governare
il bene comune acqua nel corso dei prossimi anni. Siamo in presenza di una proposta folle e
dannosa, che va rigettata con forza attraverso azioni di contrasto da parte dei cittadini di
ogni parte del mondo”, dichiara Rosario Lembo, presidente del Comitato italiano per il Contratto
Mondiale sull’Acqua che da oltre dieci anni è impegnato in Italia ed in Europa a promuovere una
cultura dell’acqua come diritto umano e bene comune. ( www.contrattoacqua.it )
La proposta della “Borsa mondiale dell’acqua” è stata avanzata da Nestlè allo Stato di Alberta, in
Canada, come soluzione per ridurre la concorrenza e competizione scoppiata rispetto ai prelievi fra
agricoltori e compagnie petrolifere.
“E’ assurdo pensare che l’accesso all’acqua potabile, che l’ONU ha di recente riconosciuto come
un diritto umano, possa essere regolato attraverso una Borsa mondiale, analogamente a quanto è
purtroppo avvenuto per il petrolio, i semi, il grano”, sottolinea Lembo. “Non è attraverso lo
strumento del prezzo che si può pensare di contrastare la competitività crescente tra gli usi
produttivi delle risorse idriche e quindi fra agricoltura ed idroelettrico o di ridurre gli sprechi,
affidando all’aumento del prezzo la riduzione dei consumi per superare i trend crescenti di
depauperamento e scarsità delle risorse idriche”.

“Anche in chiave italiana questa proposta costituisce un campanello di allarme che deve
fortemente stimolare gli italiani a recarsi il 12 e 13 Giugno a votare i Referendum sull’acqua”,
sottolinea Roberto Fumagalli, vicepresidente Cicma e referente per la Lombardia del Comitato
referendario 2 Si per l’acqua bene comune. “Se in Italia vogliamo sottrarre l’acqua al mercato ed
alla speculazione finanziaria, è opportuno che ogni italiano si rechi alle urne per votare i due
quesiti referendari sull’acqua, chiedendo l’abrogazione delle leggi votate dal Parlamento italiano
che definiscono l’acqua una merce da affidare ai privati e che garantiscono un profitto ai gestori dei
servizi idrici”.

L’acqua non è una merce e non appartiene ai mercati e alle Borse, ma ai cittadini che devono farsi
carico, in maniera responsabile e solidale, rispetto agli usi ed alle modalità con cui garantirne
l’accesso alle future generazioni.

info stampa:
R. Lembo cell. 327.4293815 – segreteria@contrattoacqua.it

Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’acqua – Onlus - C.F 97276140155
Sede legale Via Rembrandt 9 – 20147 Milano Tel. +39. 02.89072057- Tel/Fax +39.02.89056946
e-mail : segreteria@contrattoacqua.it - sito www.contrattoacqua.it

lunedì 9 maggio 2011

Il Governo chiama e l'OCSE risponde. Ma il modello proposto non funziona



COMUNICATO STAMPA

Il Governo chiama e l'OCSE risponde. Ma il modello proposto non funziona

Apprendiamo che oggi l’OCSE si pronuncia auspicando la totale privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese, insieme dalla creazione di un’Autorità di regolazione.
Il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune non può non constatare come il Governo italiano chieda soccorso a organismi internazionali presunti neutri per essere sostenuto nelle proprie scelte, come è ben testimoniato dalla presenza del ministro Tremonti alla conferenza stampa di presentazione del rapporto OCSE.
Vogliamo solo ricordare all’OCSE e al ministro Tremonti che, laddove si è perseguito quel modello di privatizzazione e creata un’autorità regolatoria, le tariffe sono fortemente cresciute e gli investimenti ristagnano. In particolare, l’Inghilterra, nazione che più si è spinta su quella strada, registra il triste primato europeo della percentuale di famiglie colpite dalla “water poverty” (indicatore che misura la sostenibilità delle tariffe sul reddito familiare). Le famiglie inglesi che si trovano nella condizione di indigenza idrica si aggirano tra il 9% e il 15% del totale, coinvolgendo un numero di cittadini inglesi tra i 2 e 4 milioni.
Roma, 9 maggio 2011

sabato 7 maggio 2011

No all'ostruzionismo sul diritto di informazione

COMUNICATO STAMPA
L'Authority sull'acqua non intacca i Referendum
No all'ostruzionismo sul diritto di informazione
Tanto tuonò che almeno una pioggerellina andava prodotta. Ed ecco infatti il provvedimento di istituzione dell’Authority per l’acqua, contenuto nel Decreto Legge per lo Sviluppo Economico, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.
Se il Governo pensa di ostacolare il voto popolare sui referendum del prossimo 12-13 giugno con la normativa appena approvata mente sapendo di mentire per almeno due motivi: non può essere un Decreto Legge ad eliminare un referendum, come più volte sentenziato dalla Corte di Cassazione; un’Authority è un organismo inutile in quanto, essendo il servizio idrico un monopolio naturale, non vi è alcun mercato da regolare, non intacca forma e sostanza dei quesiti referendari che perseguono proprio l’uscita dell’acqua dal mercato e l’uscita dei profitti dall’acqua.
Reclamiamo invece con forza e determinazione la fine dell’ostruzionismo sul diritto all’informazione dei cittadini in merito ai referendum. Il Regolamento approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai, approvato dopo una forte mobilitazione dei comitati referendari, prevede l’avvio delle tribune televisive dedicate ai referendum solo dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale : un’intollerabile violazione del diritto all’informazione, un altro intollerabile attacco alla democrazia, in merito al quale il Presidente della Commissione di Vigilanza deve intervenire immediatamente per accelerare i tempi
Per quanto ci riguarda, la mobilitazione prosegue a livello nazionale e in tutti i territori. Sicuri che questa volta la partecipazione dei cittadini travolgerà ogni tentativo di metterle un bavaglio.
Tutte e tutti al voto il 12 e 13 giugno! Inondiamoli con una valanga di SI!

Roma, 6 maggio 2011

--
Luca Faenzi

Importante!

Ciao a tutti, 
confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di informazione per ri-affermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.
Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell'acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche. 
'E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l'argomento fino a giugno
 (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui "il servizio pubblico" viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre  riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.
 Il referendum è evidentemente anche questo!
Mariachiara Alberton
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè il Governo non farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum
lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i
cittadini italiani:
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E'
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone
Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il
12 giugno.      QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il
referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!