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venerdì 10 giugno 2011

SEGGI REFERENDARI IDV

IDV-comitato 1

IDV-comitato 2
ECCO TUTTE LE INDICAZIONI NECESSARIE PER CHI VOTA FUORI SEDE AL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2011

SEGGI REFERENDARI


Sezioni Elettorali Referendum


orari e mezzi

giovedì 2 giugno 2011

AVVISO PER I FUORISEDE


Visto il numero altissimo di adesioni alla campagna per il voto

fuori sede siamo costretti ad anticipare la chiusura delle iscrizioni

alle ore 21 del 2 giugno. Ci scusiamo con tutti ma i seggi a Siena e

provincia sono un numero finito e negli ultimi giorni c'è stato un boom

di adesioni inaspettato. Consigliamo a tutti coloro che non riescono a iscriversi a Siena

entro le 21 del 2 giugno di rivolgersi ai comitati terriroriali di

Grosseto: silvano.brandi@hotmail.it

Firenze: pervotarereferendum@gmail.com


Comitato Acqua Pubblica Siena

venerdì 20 maggio 2011

Reggio Emilia, chi espone bandiere del referendum rischia 1000 euro di multa

A Novellara, Reggio Emilia, è vietato esporre alle finestre bandiere che invitano a votare Sì al referendum per l'acqua del 12 e 13 giugno. Nel comune l'opposizione di centrodestra ha ripescato una vecchia norma elettorale del 1956 per spingere i vigili ad andare di casa in casa e chiedere ai cittadini di togliere le bandiere, pena una multa salatissima che arriva fino a 1000 euro. Lucia Tironi di Radio Capital ha contattato il sindaco del Pd, Raul Daoli e gli ha chiesto cosa dice questa vecchia norma che lo sta mettendo in imbarazzo. 
(19 maggio 2011)

SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA - RESTIAMO UMANI


Letta questa notizia e letto l'art. 6 della legge 212/1956 che dal trentesimo giorno delle elezioni "è vietata ogni forma di propaganda elettorale ... figurativa", ho pensato al dischetto con "2SI' per l'acqua Bene Comune" che porto appuntato sulla mia camicia e anche alla bandiera con le stesse parole che 20 giorni fa ho affisso alla finestra della mia casa nelle Marche.

Via via mi è venuto da pensare a quanti hanno affisso adesivi per l'acqua bene comune e contro il nucleare nelle loro macchine. O a Marco che distribuisce i suoi 5 volantini giornalieri. Una ammenda fino a un milione di vecchie lire compreso l'arresto fino a sei mesi, facevano pensare.

Mi dicevo tra me e me che qualcosa non mi quadrava. Vedi quello che sta succedendo sui ritardi del Parlamento nella disciplina della propaganda televisiva e ora questa attenzione del Comune di Novellara (RE) che pare cercare il pelo nell'uovo. Mi sentivo intimamente ferito.

Poi il provvidenziale rinvenimento della sentenza della Corte Costituzionale n. 161 del 1995, che naturalmente ho letto per intero. 

La sentenza muove principalmente distinguendo "propaganda" (classica in periodo elettorale) e "pubblicità", altro dalla propaganda.

Dice la sentenza della Corte Costituzionale: "Nelle campagne referendarie le forme espressive della propaganda vengono, invero, in larga parte a coincidere con le forme proprie della pubblicità, con la conseguenza che, per queste campagne, gli effetti delle limitazioni introdotte in materia pubblicitaria possono risultare aggravati fino a ridurre al di là della ragionevolezza gli spazi informativi complessivamente consentiti ai soggetti interessati alla promozione o alla opposizione ai quesiti referendari ... In conseguenza della sua irragionevolezza ed eccessività la disposizione in esame ... va di conseguenza annullata"

La disposizione in parola è il comma 6 dell'art. 3 del d.l. 83/1995 che ricalca l'art. 6 della legge 212/1956 che commina arresto e ammenda per forme non di pubblicità, ma di propaganda.

Ben dice il Sindaco di Novellara quando invita la propria Polizia Municipale a non confondere "propaganda elettorale dai casi di semplice pubblicità, di manifestazione del proprio pensiero e come tale non perseguibile".

Colpisce un po' che nonostante questa precisa analisi, il Sindaco invece di dare ai propri Vigili un preciso indirizzo a non confondere, in relazione alle bandiere esposte, "propaganda" con forme di "manifestazione del libero pensiero" tutelato dalla Costituzione (art. 21), sembra dire ai propri Vigili: "stabilite voi se queste bandiere sui balconi sono o no manifestazione del libero pensiero". 

Strano, perché, avendo il Sindaco letto che per la Corte Costituzionale queste bandiere appese ai balconi (o le spille sulle camice o autoadesivi sui vetri delle macchine), sempre che non ci sia una specifica norma di legge che lo vietasse, potrebbero essere meremanifestazioni del libero pensiero come ipotizza lui stesso, non gli sorge il dubbio che nel caso di "preventivo avviso prima di procedere all'applicazione della sanzione" da parte della sua P.M., come già fatto, stia involontariamente dando alla stessa un indirizzo che non esclude ogni azione "al di là della ragionevolezza" o ogni "divieto ... del tutto ingiustificato", o in contrasto, sembra evidente, con la stessa Corte Costituzionale? 

Un saluto 
20 maggio 2011 Luigi Meconi

SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA - RESTIAMO UMANI

martedì 17 maggio 2011

Corto sulla privatizzazione dell'acqua

Pagina Attivismo

Cari tutti,
vi informiamo che sul sito referendumacqua.it è attiva la pagina dell'attivismo:
http://www.referendumacqua.it/attivisti.html?start=15

La pagina ha diverse sezioni:
- Una finestra per segnalare le iniziative di carattere nazionale (gestita dalla segreteria)
- Suggerimenti per attivarsi individualmente (comitati, bandiere, lettere, ecc.)
- Una sezione dove segnalare gli eventi dal basso per la quale occorre registrarsi.Lo scopo di questa sezione è soprattutto richeidere collaborazioni, cercare nuovi attivisti, chiamare alla mobilitazione nelle sue diverse forme. La pagina è autogestita dagli utenti ma viene costantemente monitorata.
- Due sezioni per foto e video per le quali potete inviare materiali a Carlo Dojmi: cdojmi@crbm.org

Pensiamo che questa sezione possa essere un utile strumento per dare visibilità all'ampiezza ed alla capillarità del nostro movimento, invitiamo tutti ad utilizzarla e diffonderla il più possibile. Un ringraziamento a Caterina Amicucci e Carlo Dojmi del Crbm che hanno respo possibile la realizzazione della pagina.


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Luca Faenzi
Ufficio Stampa Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune
ufficiostampa@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00
www.acquabenecomune.org
www.referendumacqua.it

lunedì 16 maggio 2011

Calabria, acqua rubata la guerra del lago malato


Una strana privatizzazione e gli affari della malavita: migliaia di persone costrette a combattere per un servizio fondamental. Il bacino artificiale dell'Alaco trasformato in un concentrato di veleni che arriva direttamente nelle case di PAOLO RUMIZ

Attenti. I tamburi delle acque libere rullano a Sud, nella penultima nocca del ditone calabro, sui monti chiamati "Le Serre". È la lotta di migliaia di abitanti stanchi di una privatizzazione zoppa che, in una terra benedetta dalle migliori sorgenti della Penisola, li obbliga a bere un liquido alla candeggina. Li vedi in processione tra i boschi, silenziosi e furenti, a caccia delle antiche fontane per riempirsi il cofano con le bottiglie di sopravvivenza. Tutta gente che promette sfracelli ai referendum di giugno. Una miccia che inquieta il Palazzo e i padroni delle acque.
Non la vogliono. Quella cosa che esce dai rubinetti è - dicono - iperclorata, sa di ruggine e ha il colore del fango. E viene dalla diga più malavitosa d'Italia, quella dell'Alaco, tra Badolato e Serra San Bruno, famosa per essere costata il decuplo del previsto. Sono anni che la gente ha paura di quell'invaso, ma negli ultimi mesi un balletto di ordinanze di non potabilità (quella di Vibo Valentia è durata 106 giorni!) poi revocate a macchia di leopardo, o reiterate all'interno della stessa rete, ha esasperato il problema, e ora il "tam-tam" corre anche sul web, contesta le rassicurazioni dei gestori, buca il silenzio di chi ha paura.

"Che venga, che venga a casa mia il sindaco di Vibo - urla una donna sui settanta accanto a una fontana sulla strada per Capistrano - venga che gli cucino gli spaghetti con l'acqua dell'Alaco... se li dovrà mangiare tutti!". In questi monti di alberi immensi, tornanti e nebbia, le donne sono le più determinate, il cuore della rivolta. "Figli di p..., scriva che siamo incazzati e non abbiamo più paura; questa è una guerra per la vita perché l'acqua è la vita", sibila un anziano ossuto dalla barba lunga, apparentemente mitissimo, e si fa il segno della Croce dopo la parola "vita" come se avesse chiamato in causa l'Altissimo in persona.

Assaggio l'acqua di Serra San Bruno: pessima. Cerco di capire, e subito mi perdo in teorema bizantino. In Calabria funziona così: la raccolta e il pompaggio delle acque tocca a una società di diritto privato chiamata Sorical, mentre la distribuzione tramite le condutture spetta ai Comuni. E così, di fronte al vespaio scoppiato sulle Serre, nel Vibonese e dintorni, ecco l'inevitabile palleggiamento di responsabilità, con la Sorical che accusa i Comuni di avere reti colabrodo e la gente dei Comuni che accusa la Sorical di mettere in rete acqua malata. La fiaba del lupo e l'agnello.

Mettersi contro il sistema non è facile. Il giudice Luigi De Magistris che nel 2008 ha indagato sul business, s'è rotto le corna ed è stato trasferito. Diverso il destino dell'imprenditore Sergio Abramo che, dopo aver durissimamente attaccato la Sorical per certe irregolarità nel rapporto con una banca d'affari, è stato nominato presidente della Sorical medesima ed ora è assai più prudente nei giudizi.

Il fatto è che dietro la società c'è la francese Véolia, che di fatto comanda col 46,5 per cento delle azioni e gestisce pure il discusso inceneritore di Gioia Tauro, destinato al raddoppio. E' questo il potere ed è qui la polpa: il privato (ma chiamiamolo per comodità "i francesi") che vende all'ingrosso ai Comuni la loro stessa acqua e lascia ad essi la rogna di gestire la rete. Col pubblico che si riduce a esattore per conto dei privati, anche a costo di indebitarsi.

A fronte di questo affare colossale, di canoni in forte rialzo e di investimenti tutto sommato relativi, scrive Luca Martinelli su "Altraeconomia", i francesi riconoscono alla Regione "un canone di 500 mila euro l'anno" per l'uso di tutti gli impianti calabresi. Un'inezia. L'affitto degli impianti di un'intera regione ricchissima d'acque equivale a un quarantesimo di quanto la società di gestione milanese paga per gli impianti di quella sola città. Ovvio che ai francesi piaccia la Calabria.

Ma con la diga dell'Alaco il meccanismo dell'oro blu si inceppa. La Sorical la eredita nel 2005 dalla Cassa del Mezzogiorno che l'ha appena messa in funzione. Una cattedrale nel deserto, costruita per spillare denaro pubblico in una zona umida con sabbie mobili e acque malariche. I fondali del lago artificiale non sono stati puliti e bonificati delle infiltrazioni di ferro e manganese contigue alle miniere borboniche di Mongiana. E quando, salutati dal plauso della politica, i francesi prendono in mano l'impianto dopo alcune migliorie, si ritrovano a mettere in rete un'acqua che grida vendetta rispetto alle fonti delle Serre. Una fornitura praticamente imposta dalla politica a 400 mila persone fino a quel momento agganciate a pozzi o condotte indipendenti, spesso - si asserisce - di buona qualità.

Nel 2010 persino la Regione Calabria, legata ai francesi, riconosce che qualcosa non va. L'Agenzia protezione ambiente dimostra che l'inquinamento viene dal lago, non dalla rete. Intervengono anche i Nas, che mettono sotto sequestro un serbatoio nel Vibonese. Nel gennaio di quest'anno il sindaco di Vibo dichiara l'acqua non potabile. Lo stesso accade in altri Comuni. Allora la gente chiede: riapriteci i vecchi pozzi che avevano acqua sicura. Ma non si può. Non sono più operativi. Qualcuno, veloce come il vento, li ha già disattivati.

"Macché pozzi buoni! - sbotta al telefono Sergio De Marco, responsabile tecnico della Sorical - questa dei sindaci è una bufala colossale. Li abbiamo chiusi perché erano di pessima qualità. Non bastavano, d'estate si svuotavano. E la storia della nostra acqua che sarebbe peggiore è un'invenzione dei Comuni che cercano un alibi per non pagarci le forniture. Possibile che per la stessa acqua altri Comuni non abbiano mai protestato? Centinaia di analisi dimostrano che l'acqua dell'Alaco è buona. Lo scriva, mi raccomando".

Per la politica, chi critica i francesi è "comunista" o propagatore di allarme. Alla Sorical si deve credere. Credere che l'acqua è buona, che il fondale del lago è pulito e che le analisi sono state fatte. Credere che un potabilizzatore da trecento litri al secondo è sufficiente per 400 mila persone. Così, per capire, bisogna andare lassù, oltre spettrali alberghi disabitati, fino al lago maledetto perso nella pioggia tra pale eoliche che paiono croci di un Golgota, in fondo a boschi così appetibili per "certi affari" che da gennaio vi sono morte già cinquanta persone per faide tra clan.

Strano, la rete che circonda l'invaso è aperta in più punti. Cancelli senza lucchetto. Nessuno pattuglia le sponde, tranne mandrie di vacche bianche che pascolano lasciando escrementi sulla battigia. Di chi sono? Sono le "vacche sacre", mi diranno a Serra San Bruno. Non hanno bisogno di pastori perché sono intoccabili. Sono della criminalità organizzata che così dimostra la sua onnipotenza e segna il territorio. Un simbolo, non un affare.

L'acqua sulle sponde è coperta di schiuma marrone quasi dorata. I ciottoli sono nerastri, hanno perso il colore originale. Cime di faggi nudi e abeti bianchi sbucano dalla superficie. Possibile siano cresciuti in acqua, dopo l'asserita ripulitura e impermeabilizzazione dei fondali? Vado a Serra San Bruno dove la resistenza, benedetta dal parroco, abita nella tana dell'associazione "I briganti", guidata da Sergio Gambino, figlio di un giornalista che ha dedicato la vita intera alla lotta contro la n'drangheta.

"Noi lo sappiamo" dice Gambino, capelli lunghi neri, occhi accesi e barbetta borbonica, "lo sanno i pastori, i boscaioli, i carbonai... Nessuno ha mai pulito quel lago... Altri sono venuti e ci hanno versato dentro non si sa cosa... La diga è in Comune di Brognaturo, retto da Cosma Damiano Tassoni, lo stesso sindaco che consentì quella diga demenziale... Credo che questi signori non abbiano idea di quanto siamo determinati a lottare per ciò che ci spetta".

La sera, a Pizzo Calabro mi diranno: "Lo sa? Bossi ha ragione. Siamo una colonia francese. Ci hanno venduto. Acqua e nucleare. Ecco cos'è il patto Berlusconi-Sarkozy". 
(16 maggio 2011)© RIPRODUZIONE RISERVATA

giovedì 28 aprile 2011

MOBILITIAMOCI IN DIFESA DEI REFERENDUM

Cari/e,

come tutti/e saprete rimane in campo la possibile scelta del governo di agire nei confronti del referendum per l'acqua, dopo averci provato con il nucleare, per tentare ad aggirare la volontà popolare.

Sappiamo bene che non ci riusciranno, perchè l'unico modo sarebbe quello di abrogare le due norme oggetto dei quesiti oltre a dover soddisfare il principi ispiratori dell'iniziativa referendaria, ossia la volontà di far tornare l'acqua nell'ambito dei beni comuni, e siamo tutt* coscient* che ciò non è nelle intenzioni del Governo ne tantomeno delle lobbies economico-finanziarie.
Allora qual'è l'obiettivo di tale manovra? Provare a fare una "leggina" sull'acqua e il servizio idrico, che, sebbene non potrà bloccare la consultazione referendaria, contribuirà certamente a creare confusione: la strategia sarà quella di creare una cortina fumogena, di confondere le acque e i cittadini e poter dire che non c'è più bisogno dei referendum.
Si vuole così calpestare la richiesta di esprimersi in prima persona e partecipare al di là dell'urna. Si concretizza quello che andiamo dicendo da tempo: si scrive acqua, si legge democrazia.

E' chiaramente in corso un attacco nei confronti della nostra iniziativa, ed è quindi necessario essere all'altezza: dobbiamo chiamare alla mobilitazione tutto il popolo dell'acqua che, al di là di facili retoriche, possa affermare l'importanza della nostra battaglia ma, ancor di più, della difesa degli spazi di agibilità democratica e politica.

Queste sono quindi le proposte per l'attivazione e la comunicazione:
  • far girare un appello, in fase di preparazione, da far firmare a cittadini, associazioni, sindacati ed enti locali, oltre che ad esponenti della cultura e del mondo dello spettacolo, del mondo accademico, in difesa dei beni comuni e dell'espressione democratica nel nostro paese; 
  • da oggi pomeriggio, 26 aprile, a Giovedì 28, attivare un'azione di pressione tramite l'invio di mail a tutti i parlamentari dal titolo “Giù le mani dai referendum”, il cui testo sarà inviato tra qualche ora.
  • convocare mobilitazioni di fronte alle Prefetture di tutta Italia, da tenersi tra Giovedì 28 e Venerdì 29 (su Roma stiamo valutando il giorno più opportuno per tenere un presidio davanti al Parlamento), in difesa dell'acqua bene comune, dello svolgimento dei referendum e della libertà dei cittadini di partecipare alla vita pubblica di questo paese. 
  • In ultimo, dopo il 1° Maggio, diamo vita ad azioni di visibilità con le bandiere dell'acqua presso i monumenti storici delle nostre città.

E' necessario lanciare un messaggio chiaro: non permetteremo a nessuno di scipparci i referendum, né di provare a farlo!

martedì 26 aprile 2011

Come si vota in Italia e all'estero: faq, vademecum e calendario scadenze elettorali

Care/i,
abbiamo predisposto una specifica sezione del sito dove vengono illustrate le modalità di voto in Italia e all'estero. 
A questa sezione si accede direttamente anche dall'home page di www.acquabenecomune.org.
Vi trovate pubblicate alcune domande frequenti e le relative risposte oltre ad un vademecum per gli attivisti e un calendario con tutte le prossime scadenze elettorali.

Avanti tutta, il quorum ci aspetta!.

domenica 24 aprile 2011

Ricordati della tessera elettorale

Appello del Comitato Referendario a tutti i lavoratori e studenti fuori sede

Sappiamo che nelle prossime settimane molti/e di voi torneranno a casa per un motivo o per un altro. Vi ricordiamo però che il 12 e il 13 Giugno si vota per il referendum per l'acqua e contro la sua privatizzazione.

Per molti di voi, specie i più distanti da casa, sappiamo che sarà difficile fare avanti e indietro per l'Italia. Ma vi ricordiamo comunque che,per motivi elettorali, avete uno sconto del 60% sul biglietto del treno.
Ad ogni modo è importante che sappiate che c'è la possibilità di votare anche in un comune diverso da quello della vostra residenza.

Basterà diventare rappresentante di lista per il comitato referendario e, per fare questo, sarà attivata a breve una procedura online per poter segnalare la vostra disponibilità.
L'unica accortezza che dovrete avere è di PORTARE CON VOI LA TESSERA ELETTORALE.

Dunque vi auguriamo un buona Buona Pasqua, buon 25 Aprile e buon 1° Maggio, ma soprattutto vi invitiamo a partecipare alla battaglia in difesa dell'acqua bene comune.


Perchè l'acqua è un diritto.
Perchè l'acqua è di tutti.
Perchè l'acqua non si vende!



Per maggiori informazioni vai sul sito referendumacqua.it