Gli altri appuntamenti per il 25 aprile in tutta Italia qui: http://www.acquabenecomune.
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venerdì 19 aprile 2013
24 e 25 Aprile saranno di mobilitazione nazionale contro i gestori, la nuova tariffa e per l'applicazione dell'esito referendario. "Liberiamo l'acqua"
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venerdì 8 marzo 2013
ASSEMBLEA PUBBLICA A SIENA
Sabato 16 marzo alle 15 a Siena
pubblica assemblea
all' Oratorio S. Stefano, La Lizza n. 2
Temi dell'incontro saranno: - Analizzare le varie componenti truffaldine contenute nel nuovo sistema delle tariffe emanato dall'AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas)
- Individuare i riflessi del nuovo sistema rispetto alle tariffe applicate dalle diverse SpA che gestiscono i servizi idrici in toscana ( Acquedotto del Fiora, Publiacqua, Nuove Acque…ecc)
- Rimodulare la nostra iniziativa sul piano politico e su quello legale rispetto alla campagna di obbedienza civile alla luce di quanto sopra.
L’incontro
é aperto agli attivisti del movimento per l'acqua pubblica in Toscana, agli
amministratori che vogliono capire ed
opporsi alle nuove tariffe, alle cittadine
e ai cittadini che vogliono continuare ad impegnarsi affinché sia finalmente applicato il
referendum del giugno 2011.
Sarà
presente Severo Lutrario del
Coordinamento prov.le acqua pubblica di Frosinone.
lunedì 7 gennaio 2013
martedì 24 maggio 2011
giovedì 12 maggio 2011
Roma 17 maggio - Convegno su proposta di finanziamento del Servizio Idrico
Martedì 17 maggio a Roma, presso la Casa Internazionale della Donna in Via della Lungara 19 (Trastevere), grazie all'ospitalità dell'Associazione Quinoa, si terrà il convegno "Come Finanziare il Nuovo Servizio Idrico", su una proposta elaborata dal gruppo di lavoro tematico costituitosi all'Assemblea Nazionale di Firenze (Settembre 2010).
Si allega il programma discusso alla riunione del Coordinamento Nazionale di sabato 7 maggio e a quella del Comitato Promotore di martedì 10 maggio.
Preghiamo di far girare a tutt* coloro che possono essere interessat*
martedì 10 maggio 2011
SI AI REFERENDUM PER UNA NUOVA STAGIONE POLITICA
I referendum dei prossimi 12 e 13 giugno assumono una rilevanza strategica per la situazione politica e culturale del nostro Paese.
Con la vittoria del SI al referendum contro il nucleare si porranno le basi non solo per fermare il folle rilancio di una produzione energetica obsoleta, dis-economica, dispregiativa dell’ambiente, della vita e del futuro, bensì per ridiscutere l’intera politica energetica basata su un modello “dissipatore, termico, centralizzato e militarizzato” a favore di un nuovo modello “conservativo, rinnovabile, territorializzato e democratico”.
Ma sarà soprattutto con la vittoria dei 2 SI ai referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua che si sanzioneranno per la prima volta dopo due decenni le politiche liberiste attraverso un voto democratico e popolare.
Nello specifico del tema, con i due referendum sull’acqua si sancirà la fuoriuscita dell’acqua dal mercato e la fuoriuscita dei profitti dalla gestione del servizio idrico integrato, aprendo la strada per la definitiva ripubblicizzazione dello stesso e per la sua gestione partecipativa, democratica e socialmente orientata.
Una sorta di rivoluzione politica e culturale, che sancirà, ben oltre lo specifico dei temi oggetto della consultazione, alcune importanti novità : a) la crisi dell’ideologia privatistica che in questi decenni ha mercificato l’intera vita delle persone, consegnando diritti, beni comuni e servizi pubblici ai grandi capitali finanziari; b) la restituzione alla sovranità popolare del potere di decidere da parte di tutte e tutti su ciò che da sempre ci appartiene, ponendo le basi per una rifondazione della democrazia reale.
Tale è la densità politica che sottende i referendum del prossimo giugno che governo e poteri forti, sondaggi alla mano, rivelano il sacro terrore del voto popolare e si affannano in tutti i modi –decisamente maldestri- per annullarlo e/o depotenziarlo.
Perché ormai è chiaro a tutti che- in particolare attraverso l’esperienza dei movimenti per l’acqua- con il voto di giugno si possa riaprire in questo Paeseuna nuova stagione politica, che interroga e pone in discussione un intero modello economico, sociale e di democrazia.
Si tratta di contrapporre ad un’uscita dalla crisi voluta dai poteri forti economici e politici, nazionali ed europei, che persegue la consegna dei diritti del lavoro e dei beni comuni sociali e naturali ai capitali finanziari perché ne possano ricavare business garantiti e liquidità monetaria a carico dei cittadini,un’altra uscita dalla crisi che metta in discussione l’intero modello e che, a partire dalla riappropriazione sociale dei beni comuni, disegni un altro modo di produzione, un altro disegno di società, una nuova conformazione della decisionalità politica democratica.
Se il movimento per l’acqua è stato il primo a costruire un luogo di ricomposizione sociale che, sulla base delle decine di vertenze territoriali, è riuscito a costruire una grande vertenza nazionale fino a irrompere nell’agenda politica del Paese, con la vittoria referendaria diverse e analoghe strade possono riaprirsi per tutte le conflittualità ambientali e sociali tuttora aperte.
Non si tratta solo di costruire solidarietà e riconoscimento fra le diverse esperienze di lotta, quanto di risalire, attraverso la filiera di ciascuna di esse, ai nessi che le accomunano : in questa direzione, l’apertura di un processo “costituente” tra tutti i movimenti per i beni comuni potrebbe rappresentare un primo sostanziale passo da proporre nel prossimo autunno.
Ma l’originalità del movimento per l’acqua va ben oltre ed interroga direttamente le forme della politica e della democrazia in questo Paese : se tale movimento è riuscito in quasi dieci anni a costruire una reticolarità territoriale senza precedenti, a produrre un processo di inclusione che ne ha garantito la continua espansione, a costruire una vertenza nazionale che non ha avuto bisogno di alcuna rappresentanza delegata, né di alcuna leadership carismatica, è forse perché, oltre alla chiarezza degli obiettivi perseguiti, è riuscito a produrre una feconda –ancorchè perfettibile- esperienza di partecipazione democratica reale, dentro la quale il ruolo tradizionale e novecentesco della relazione tra associazioni-comitati / sindacati / forze politiche è stato ribaltato, consentendo l’apertura di luoghi plurali dentro i quali il metodo del consenso e la partecipazione diretta delle persone sono stati considerato elementi costituenti di una nuova soggettività sociale e politica.
Niente potrà essere più come prima anche da questo punto di vista : perché la vittoria referendaria porrà le basi per l’approfondimento della crisi della democrazia formale, basata su una falsa rappresentanza democratica e in realtà sottoposta all’asservimento agli interessi particolaristici di clan politico-economici spesso trasversali, e l’apertura di fronti plurali di rivendicazione di una nuova democrazia diretta a tutti i livelli, territoriale e nazionale.
In questo senso, i referendum di giugno sono la prima decisiva tappa di un processo ancora tutto da costruire, per dare intensità alla ribellione sociale contro un modello insostenibile, per dare un presente condiviso contro la solitudine competitiva, per disegnare un futuro comune contro
l’a-temporalità dispregiativa degli indici di Borsa.
Marco Bersani
Attac Italia – Forum italiano dei movimenti per l’acqua
giovedì 5 maggio 2011
Sciopero generale
Domani 6 maggio in piazza della Lizza alle 9.00 ci sono le partenze per le 2 manifestazioni organizzate all'occasione dello sciopero generale nazionale a Siena.
E' importante essere presente, vi chiediamo a chi può di venire per partecipare, alla fine della manifestazione allestiremo un banchetto in piazza del Duomo e faremo volantinaggio.
Andrea Borgna il nostro portavoce è stato invitato dalla Cgil a parlare dell'acqua e del referendum.
Vi aspettiamo numerosi portando anche le vostre bandiere.
Colin
sabato 30 aprile 2011
ACQUA: BENE COMUNE O RISORSA ECONOMICA?
RESPONSABILITA' CONDIVISE E LOTTE ALLA PRIVATIZZAZIONE DALLA PATAGONIA CILENA ALL'ITALIA
Lunedì 2 maggio ore 15.00
Facoltà di Scienze Politiche, Via Mattioli 10 - Siena
partecipano:
GIULIA FRANCHI, campagna Patagonia senza Dighe
JORGE WEKE, portavoce parlamento Mapuche di Koz Koz (Cile)
VINCENZO STRIANO, portavoce del Forum regionale per l'acqua pubblica
modera:
ADRIANO SCARPELLI, presidente associazione Carretera Central
Evento promosso dall'associazione Carretera Central, Arci Siena, Università e Gruppo Cooperazione e Sviluppo di Scienze Politiche.
mercoledì 27 aprile 2011
Giù le mani dai referendum per l'acqua! Il 26, 27 e 28 Aprile, scrivi anche tu ai Parlamentari
Il Governo nei prossimi giorni ha intenzione di provare a fare una "leggina" sull'acqua e il servizio idrico, che, sebbene non potrà bloccare la consultazione referendaria, contribuirà certamente a creare confusione: la strategia sarà quella di creare una cortina fumogena, di confondere le acque e i cittadini e poter dire che non c'è più bisogno dei referendum.
E' in corso un pericoloso attacco alla partecipazione democratica in questo paese, si sta cercando d'impedire al popolo italiano di decidere su temi importanti come quelli sottoposti ai quesiti referendari.
Noi non ci stiamo!
Per questo sollecitiamo tutte/i ad inviare
il 26, 27 e 28 Aprile a tutte/i le/i Parlamentari la lettera che trovate di seguito
P.S.: è importante effettuare l’invio delle mail in modo coordinato, concentrandosi tutte/i nei giorni di martedì 26, mercoledì 27 e giovedì 28 Aprile.
Di seguito trovate il testo da inviare e il link all’elenco degli indirizzi e-mail delle/dei Parlamentari.
IMPORTANTE:
PER EVITARE DI VEDERSI BLOCCATA LA PROPRIA CASELLA DI POSTA (CHE AL MASSIMO PUÒ INVIARE MAIL A CIRCA 500 DESTINATARI OGNI 24 ORE), SCEGLIETE SOLO UNO DEI GRUPPI DI INDIRIZZO IN ALLEGATO, GLI ALTRI LI INVIERETE UNO AD UNO NEI GIORNI SUCCESSIVI.
PER FARE IN MODO CHE OGNI GIORNO SIANO COINVOLTI TUTT* LE/I PARLAMENTARI, SCEGLIAMO I GRUPPI A CASO E NON TUTT* IL PRIMO
Testo della mail da inviare:
Oggetto: giù le mani dai referendum per l'acqua!
è in corso un pericoloso attacco alla partecipazione democratica in questo paese, si sta cercando d'impedire al popolo italiano di decidere su temi importanti come quelli sottoposti ai quesiti referendari.
Noi non ci stiamo!
Come avrà avuto modo di apprendere, le dichiarazioni del Ministro Romani sull'intenzione di effettuare un “approfondimento legislativo” sulla normativa che regola la gestione del servizio idrico oggetto dei prossimi referendum del 12 e 13 giugno e quelle del Sottosegretario S. Saglia che propone di istituire un'Autorità terza e indipendente hanno suscitato grande attenzione e grande preoccupazione da parte di tutti quei cittadini e quelle cittadine che hanno a cuore la democrazia nel nostro Paese, così come la soluzione legislativa approvata dal Parlamento in tema di energia nucleare che non risponde all’intento dei promotori del referendum finalizzato a decidere l’uscita in modo definitivo da tale fonte di energia.
Come certamente saprà, i due quesiti per la ripubblicizzazione dell’acqua sono stati promossi grazie ad una straordinaria partecipazione popolare, che ha portato alla raccolta di oltre un milione e quattrocentomila firme, a dimostrazione della volontà dei cittadini e delle cittadine italiani di esprimersi in modo diretto sulla gestione del servizio idrico.
Sarà certamente concorde con quei cittadini e quelle cittadine sul fatto che degli affrettati interventi legislativi sulle norme oggetto della consultazione referendaria, a meno di due mesi dalla stessa, abbiano più il sapore di uno scippo di democrazia che di un “approfondimento legislativo”.
La invitiamo quindi ad agire, nel corso della Sua attività istituzionale, in modo da garantire l'espressione democratica, così come il Suo ruolo richiede, rifiutandosi di appoggiare qualunque provvedimento legislativo che possa inficiare il percorso verso la consultazione referendaria, che dovrebbe essere caratterizzato da un sereno confronto politico sul merito dei quesiti referendari, senza scappatoie di nessun genere.
A questo proposito sottolineiamo anche la gravità della situazione di stallo in cui si trova l'approvazione del regolamento in materia di comunicazione politica presso la Commissione di Vigilanza RAI, il cui ritardo, di fatto, impedisce alla maggior parte dei cittadini e delle cittadine italiani di accedere ad una corretta informazione sui referendum di giugno, come invece la Legge prevede.
E' evidente come questi elementi pongano una questione di rispetto della democrazia, di fronte alla quale, qualunque sia la posizione personale sui quesiti referendari in oggetto, Lei, come cittadino e come Parlamentare, non può rimanere indifferente.
Non permetteremo che i cittadini siano calpestati, faremo il necessario affinchè i referendum rimangano quello strumento garantito dalla Costituzione che permette la partecipazione attiva da parte dei cittadini alla vita politica del proprio paese.
Perchè si scrive acqua ma si legge democrazia!
Cordiali Saluti
(Firma del Comitato o firma del singolo cittadino aderente alla Campagna Referendaria 2 SI' per l'Acqua Bene Comune)
martedì 26 aprile 2011
Proiezione film: Water Makes Money. Come le multinazionali fanno profitti sull’acqua
SIENA
Venerdì 29 aprile, ore 19.00
Chiesa di S. Stefano, piazza della Lizza ,2
Water Makes Money
Come le multinazionali fanno profitti sull’acqua
Un film di Leslie Franke e Herdolor Lorenz, 2010, 82 minuti
organizzata dal comitato referendario "2 Si per l'acqua Bene Comune" Senese
Entrata libera
- Circa 20 anni fa è iniziata in tutto il mondo un’ondata di privatizzazione dei nostri approvvigionamenti d’acqua. In molti paesi oggi l’acqua potabile è un lusso che i più poveri non possono permettersi. Ma anche in quei paesi, come l’Italia, nei quali non c’è ancora scarsità a quei livelli, gli effetti delle privatizzazioni sono sotto gli occhi di tutti : aumenti delle tariffe, nessuna riduzione delle perdite, drastico peggioramento della qualità del servizio.
- Consapevoli di non avere più il consenso, le lobbies politico-economiche oggi non rivendicano più le privatizzazioni, bensì le mascherano dietro nuovi concetti commerciali come “liberalizzazioni” o “partenariato pubblico-privato”. Dicono che faranno investimenti per le infrastrutture, ma i dati mostrano il contrario.
- Il film descrive come funzionano le "macchine crea soldi" delle aziende, e illustra la realtà dei casi in cui l’acqua è tornata nelle mani del pubblico, come in Francia e in città tedesche come Berlino e Braunschweig. In Italia con il referendum popolare stiamo per percorrere la stessa strada. Dagli autori di "H2O up for sale" uscito nel 2005, il film "Water Makes Money" infonde coraggio e fa capire le lezioni che le comunità hanno appreso sotto il dominio di Veolia e company. L’acqua nelle mani del pubblico è sia necessaria che possibile!
seguita da un apericena
e alle 21.15 dalla riunione del comitato referendario provinciale Senese
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